Educazione. Giornale di pedagogia critica

diretta da

Francesco Mattei e Benedetto Vertecchi

Editoriale Anicia (Roma, Italia)

 

La rivista EDUCAZIONE. Giornale di pedagogia critica intende muoversi nell’ambito della ricerca educativa con i seguenti obiettivi:

  • Indagare periodi storico-educativi poco frequentati dalle ricerche attuali, ed abbracciare dunque il mondo antico e quello medioevale e moderno.
  • Ripensare il fenomeno dell’educazione e dell’istru­zione alla luce di una riflessione critica filosofico-politica che possa offrire convincenti ragioni di comprensione delle dinamiche attuali.
  • Ritematizzare il lato scientifico-epistemologico del discorso pedagogico, spesso connotato da disinvolta parenesi o da descrizione fattuale non priva di immediatezze ideologiche.

 

Tale analisi si rende utile (o necessaria) perché le nuove sfide storico-economiche e sociali interrogano in modo significativo anche il mondo dell’educazione. Impossibile infatti, per chi opera nel campo della formazione, rimanere indifferente di fronte ai veloci mutamenti che intervengono nella strutturazione dei saperi. Si rende perciò necessario guardare a queste trasformazioni con partecipazione critica e con distacco non distratto: distacco sempre utile per evitare fenomeni di piatta acquiescenza o di acritica assunzione di paradigmi. D’altronde, da sempre il mondo accademico vive una duplice esigenza: trasmettere antichi saperi depositati nella tradizione e innovare conoscenza mediante apporti storico-critici. Non è difficile constatare, in proposito, come parte della cultura pedagogica abbia finito per limitarsi ad accompagnare la turbolenza dei tempi con l’innocente levità di una cultura solo pratico-strumentale, sempre ansiosa di fornire tecniche di adattamento e di acquiescenza allo Zeitgeist di moda. E dunque, senza voler far rivivere paradigmi di datata e scontata conflittualità ideologica, sembra necessario gettare uno sguardo più attento sui mutamenti culturali, sulle modificazioni degli assetti di politica scolastica, sulle derivazioni economicistiche confluite negli ordinamenti, sui paradigmi interpretativi dei tempi dell’uomo e di quelli delle stratificazioni sociali, sui saperi che si vanno strutturando come portato di veloci e travagliati mutamenti.

In definitiva, si vorrebbe tentare di restituire alla cultura (qui pedagogica) un suo innato e sempre necessario versante critico. Con la consapevolezza di muoversi non su terreno vergine, ma su percorsi di pensiero già arati da studiosi – forse oggi messi in ombra – degni di attenzione e di rinnovata considerazione. Che poi essi appartengano (anche) a discipline non strettamente pedagogico-didattiche, è difetto poco degno di nota: e costituisce, forse, il segno della fecondità di un meticciato culturale sempre gravido quando operato nel segno della ragione.

Questo in definitiva l’intento della Rivista: riprendere a pensare l’educazione con disincanto non disgiunto da partecipazione. Il cuore pulsante, forse, della pedagogia critica. Di ieri e di oggi.